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Il musicista e il web: scopri se ce la farai o se morirai affogato!

Stasera ho avuto uno stimolante scambio di conversazioni via web con un musicista, di quelli veraci e tenaci. Ovvero il contrario di me, io faccio davvero cagare a suonare e forse da un lato è la mia fortuna. Io non suono, io penso a come far suonare gli altri. Ovvero cerco strategie per la diffusione della musica. Parlando con lui (e con tanti altri) mi viene istintivo chiarire una cosa fondamentale: credo che l’avvento della rete, nella sua forma intangibile e impossibilità di definirne i confini, stia fuorviando tante menti.
La percezione davanti alla vastità del web e delle sue evoluzioni può essere spaventosa:

  1. qualcuno può sentirsi perso ed attaccarsi ancora di più ai vecchi sistemi (rappresenta chi arretra);
  2. qualcun altro può provare a sparare a caso per poi rimanere sfiduciato dicendo che non funziona niente di quello che ha provato (rappresenta chi vaga senza meta);
  3. altri possono invece paralizzarsi completamente e non fare più nulla (rappresenta chi si ferma).

Se invece di essere davanti al web fossimo in mezzo al mare, qualsiasi di queste tre opzioni porterebbe ad un risultato fatale: non si può nuotare indietro (ok, non intendo a dorso), non si può nuotare a vanvera per ore e non si può smettere di muoversi. In tutti i casi sprecheremmo le energie e finiremmo per affogare.
Questo è quello che faranno tanti musicisti quando il web sarà l’unica scelta sensata possibile.
Bisogna mettersi in mare quando si ha un punto da raggiungere e un metodo per farlo. E il punto deve essere davanti a noi, non dietro di noi.

Daniel Bell (AUS) action reflections Swimming 2000 Sydney PG

L’errore più grande è pensare che nel web visto che c’è tanta gente, bisogna creare UN prodotto e diffonderlo a TUTTI indiscriminatamente, quanta più gente possibile, perchè così gli interessati saranno raggiunti.
Mi duole informarvi che non c’è NULLA DI PIU’ SBAGLIATO.

Il web funziona per selezione: il nostro tempo è limitato davanti alle informazioni che ci bombardano (Scarsità di Tempo vs Abbondanza di Informazioni). Per una banale legge economica, quello che è scarso, acquista immediatamente valore. Il valore vero sul web è il tempo.

lessPer ottimizzare il tempo le persone operano selezioni: gli amici di facebook (NON tutti quelli che stanno su fb), i Follower di Twitter (NON tutti i tweet tutti assieme). Il web sceglie per noi una serie di contenuti in base ai flussi di informazioni in cui NOI decidiamo di immetterci (per chi è familiare a Twitter, funziona così con gli hashtag).

Allo stesso modo noi dobbiamo individuare una nicchia di pubblico e creare una SERIE di prodotti (disco, merchandising, esperienza, ecc…) perchè questa nicchia di pubblico sarà affamato. Infatti dovranno ottimizzare il loro tempo e ottenere più risorse interessanti possibili. Il concetto è creare nel potenziale fan la credenza che il tempo che decide di dedicare con noi sia il migliore in assoluto. E ne vorrà trascorrere ancora, quindi dovrete essere pronti con nuovi prodotti per soddisfare le sue nuove esigenze.
Poche persone, molti differenti prodotti. LESS PEOPLE, MORE STUFF.

La nicchia è una cosa piccola, ricordatelo sempre:
1000 persone sono una nicchia, 10,000 sono un bordello.

Ci fu un genio anni fa che scrisse un articolo assolutamente futuristico. Si chiama Kevin Kelly e sono orgogliosa di esserne la sua traduttrice ufficiale. Leggi qui in italiano. O qui in inglese.

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