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Starbucks smetterà di vendere cd fisici

Starbucks, il gigante della caffetteria mondiale con oltre 21.000 punti vendita in tutto il mondo smetterà di vendere i cd, quelli fisici. La notizia è apparsa e confermata da Billboard in questo articolo, che noi ora vi andiamo a tradurre:

Smetteremo di vendere cd fisici alla fine di Marzo. Starbucks continua a prodigarsi per rinnovare l’esperienza nei propri punti vendita per andare incontro ai bisogni, sempre in evoluzione, dei propri clienti. La musica rimarrà una componente essenziale nelle nostre caffetterie, anche se continueremo ad evolvere il formato della nostra offerta musicale per assicurarci di offrire opzioni moderne e concrete ai nostri clienti. In quanto leader della gestione della vendita musicale, ci impegneremo a selezionare artisti di spessore per una vasta gamma di generi che pensiamo possano essere in linea con i nostri clienti

La decisione decisione riflette il duro scenario che sta vivendo il cd in formato fisico con un declino delle vendite del 15% nel 2014. La musica è una delle poche merci offerte nei punti vendita Starbucks che non abbia a che fare con il caffè, the o con il cibo, che costituiscono gli introiti principali per l’azienda, ed è stata il centro di vari programmi ed iniziative culturali per Starbucks.

Gli investimenti di Starbucks in campo musicale sono iniziati quando la società ha acquisto Hear Music. Con l’idea di creare compilation per incentivare la scoperta di nuovi artisti in campo musicale, la nuova acquista Hear Music fu popolata da dipendenti di Starbucks dal 1999 e vide una crescita significativa nei successivi 5 anni.
Contemporaneamente, un articolo di Billboard del 2006 riporta vendite annuali di 3.6 milioni di unità che si traducono in 65milioni di dollari di introiti dalla musica. Quello stesso anno, Starbucks ha annunciato la partnership con William Morris che avrebbe aiutato l’azienda a scovare artisti da vendere nei propri punti vendita. Per supportare i 20 (o meno) titoli che Starbucks vende regolarmente, Hear Music ha organizzato anche delle serate di performance incentrate sul concept del coffehouse singer-songwriter (una figura mitologica che in Italia ci sogniamo, ovvero il cantante che va in caffetteria e scrive le proprie canzoni e poi ha la possibilità di eseguirle davanti a tutti nelle catene Starbucks…quindi siamo ancora un po’ indietro per questa cosa…ndr). Hear Music ha lanciato inoltre Sirius XM station per promuovere e diffondere brani in stile Starbucks.

Con molto clamore il CEO Howard Schultz propose una serie di album in esclusiva, in collaborazione con Concord Music Group, con artisti come Paul McCartney, Joni Mitchell e Alanis Morissette, il cui “Jagged Little Pill” (versione acustica) fu inizialmente lanciato solo per Starbucks per commemorare il decimo anniversario del disco di debutto nel 2005. Tra gli altri album che Starbucks ha messo in risalto negli ultimi mesi c’è “1989” di Taylor Swift, il soundtrack di Frozen e la compilation jazz “Blue Note Blends”, uscita il 10 Febbraio.

L’andare a comprare un cd, o della musica in generale, in un record store tradizionale, ad oggi è un’esperienza un po’ scarna per il consumatore. Il cliente Starbucks che volesse trovare il disco di Diana Krall, di Tony Bennett o qualsiasi altra cosa che non passi per radio, beh fa un po’ fatica a trovarlo alla Tower Records (storica catena di negozi di musica nata in California, ndr). Forse troveranno l’album lì, ma non troveranno mai niente o nessuno che possa parlare loro di quell’album. Il cliente ha un numero limitato di risorse economiche e magari è un acquirente di lunga data, ma ad oggi non sa più dove andare per cercare musica nuova.

Altre offerte musicali esclusive di Starbucks includevano compilation a tema (come la loro famosissima e storia serie di compilation a tema con le feste) e il download di singole canzoni, le ultime delle quali venivano addirittura offerte tramite cards promozionali. La musica digitale avrà una presenza fissa negli stores di Starbucks in futuro, ma con quale forma o in quale modo ancora non ci è dato sapere.

E tu??? Cosa ne pensi??
Noi di Horizons personalmente troviamo più che naturale questo passaggio e non ci sentiamo di gridare alla morte della musica, anzi, crediamo, che la scomparsa del cd fisico possa aprire le porte a nuovi e diversi tipi di fruizione musicale che possano favorire maggiormente la scoperta e la connessione tra nuove realtà musicali. Non essendo più legati alle 12 tracce del disco si può spaziare con qualsiasi combinazione possibile per far conoscere nuova musica, creare nuovi legami ma soprattutto dare un ESPERIENZA musicale nuova al consumatore che verrà.
Quanto è importante dare un’esperienza???? Scoprilo QUI

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